Cosa c’è di diverso nel Regno Unito?

Cosa c’è di diverso nel Regno Unito?

L’anagrafe

Nel Regno Unito, non esiste l’anagrafe comunale e non ci sono carte d’identità. Esistono le patenti ed i passaporti: possono servire come identificazione, ma non è obbligatorio averli.

Come si fa, allora, a dimostrare l’identità?

Si possono ovviamente usare i documenti ufficiali italiani: il passaporto, la carta d’identità o la patente. In alcune situazioni, si possono anche utilizzare le carte bancarie di credito o di debito.

Per la verità, esiste anche la CitizenCard. Si tratta di una tessera, formato carta di credito, che rassomiglia molto alla nostra carta d’identità elettronica. Viene generalmente accettata dalla polizia come prova d’identità.

Però vi è una differenza fondamentale con la carta d’identità italiana: non è un documento rilasciato dallo Stato britannico. CitizenCard è un’associazione privata, “no profit”, che vende queste tessere. Non c’è nulla di losco: la tessera viene usata soprattutto da quei giovani a cui viene spesso richiesta una prova d’età.

Come si fa, allora, a dimostrare la residenza?

Per dimostrare la propria residenza, si usano le bollette: acqua, elettricità, gas, telefono fisso, internet, estratti conto bancari o di carte di credito che recano l’indirizzo, council tax (all’incirca la combinazione dell’IMU e della TARI in Italia); queste bollette sono tutti mezzi idonei a dimostrare la residenza. In genere, non viene accettata la bolletta del cellulare.

Per alcuni enti e per alcune procedure, possono essere richieste più prove di residenza, cioè due o tre bollette differenti.

Liste elettorali

Per essere nelle liste elettorali, bisogna iscriversi: non essendoci un’anagrafe, non vi è l’iscrizione automatica come in Italia. Ci si può iscrivere alle liste elettorali se si ha il diritto di votare in una delle elezioni locali. Questo diritto dipende dal proprio status di immigrazione nel Regno Unito. Chi ha ottenuto lo status di pre-settled o di settled vota alle elezioni locali.

La verifica di affidabilità: il credit check

In genere, un datore di lavoro chiede delle referenze per accertare che il candidato sia adatto al posto offerto: questo avviene anche in Italia. Nel Regno Unito, in genere, verificano anche l’affidabilità creditizia e che la persona non sia dolosamente moroso.

Anche per poter sottoscrivere una linea cellulare in abbonamento – in genere, più conveniente della ricaricabile (PayAsYouGo) – o per molti altri servizi, viene quasi sempre fatto un credit check. Si tratta sostanzialmente di una verifica di affidabilità: chi propone il servizio vuole assicurarsi che il potenziale cliente, come comportamento, sia un “buon pagatore” e che non abbia troppi debiti pregressi.

In questi due casi, per queste verifiche, si usano agenzie come ExperianEquifax o TransUnion. Ciascuna di queste agenzie monitora la situazione finanziaria (giacenza media sui conti bancari, mutui in corso o pregressi, prestiti passati o in essere, carte di credito, ecc.) e finisce coll’attribuire un voto, da zero a mille, che definisce l’affidabilità del soggetto.

Conviene sempre monitorare il valore che queste agenzie vi assegnano (anche se non si chiede niente) perché più è alto, più la vostra affidabilità è alta e più sarà facile ottenere il servizio richiesto. Se il monitoraggio rileva un voto “basso”, è sempre opportuno capire quale ne è la giustificazione e cosa si può fare per alzarlo: le stesse agenzie citate prima forniscono un aiuto (generico) per identificare il perché e cosa fare per rimediare.

Per certi servizi, un valore alto consente di usufruire di condizioni più vantaggiose: per esempio, per mutui, prestiti, carte di credito, ecc. Chi è appena arrivato non ha nessun dato; questo però, in genere, non vuol dire che non può ottenere il servizio richiesto, ma che il costo terrà conto dell’assenza di storia pregressa.

Aprire un conto in banca

Appena arrivati nel Regno Unito, aprire un conto in banca può diventare un’odissea.

Il fatto è che la mancanza di un’anagrafe statale forza la banca richiedere una delle prove di residenza sopraindicate, ciascuna delle quali, di solito, prevede, a sua volta, che vi sia un conto in banca aperto… Per rompere questo circolo vizioso, spesso, è sufficiente una lettera del datore di lavoro, recante il proprio indirizzo. Le banche sono tenute, dalla normativa, a “conoscere il loro cliente” (Know Your Customer, o KYC) e faranno quindi molte domande, molte più di quelle che fanno le banche italiane… È importante rispondere a tutto, in maniera veritiera e completa. La reticenza può dare luogo a sospetti o rifiuti, mentre l’atteggiamento aperto è segno che non si ha nulla da nascondere.

Dall’apertura del conto in poi, l’estratto conto può essere utilizzato come prova di residenza, anche con i dati finanziari ivi contenuti anneriti o sbiancati.

Le condizioni offerte sono molto diverse da banca a banca ed è buona norma informarsi (su internet) sulle varie offerte. Contrariamente all’Italia, cambiare banca è piuttosto comune nel Regno Unito: è un processo facilitato (vedi Current Account Switch Guarantee) per garantire la concorrenza fra istituti di credito. Quasi tutte le banche offrono incentivi per invogliare i clienti a passare a loro…

Carte di debito e carte di credito

In Italia, il Bancomat è molto conosciuto ed utilizzato. Nel Regno Unito – e l’Italia si sta lentamente uniformando a questo – la stessa funzione del Bancomat è eseguita da una carta di debito. La differenza con il Bancomat è che ha un numero di carta simile a quello di una carta di credito e, in genere, consente il prelievo di denaro da qualsiasi sportello (cioè non della propria banca) senza costi: l’eccezione a questo può essere trovata nelle cash machines in negozi alimentari o nelle stazioni ferroviarie, dove una commissione può essere richiesta; in questi casi, la macchina fornisce sempre l’informazione e consente di non proseguire se non si vuol pagare la commissione.

Se pagare con la carta di debito consiste nel prelievo immediato dal conto, pagare con una carta di credito è sempre un prestito. Chi emette la carta consente sempre di ripianare il debito (cioè il costo di ciò che si è pagato con la carta) entro una data specificata senza oneri aggiunti; non rispettare questa data implica quasi sempre il pagamento di interessi. I tassi di interesse delle carte di credito variano molto da carta a carta ma sono sempre molto più alti di quelli ottenibili per prestiti personali in banca; bisogna pertanto stare molto attenti a non incappare in queste situazioni: sempre organizzarsi per pagare automaticamente (cioè con prelievo diretto sul conto) in tempo per non pagare interessi. Con le carte di credito, si può anche ottenere contante ma, anche in questo caso, una commissione viene applicata perché si tratta sempre di un prestito: infatti l’operazione viene chiamata “anticipo di denaro” – non “prelievo”. Di solito, non è conveniente.

Quanto sopra non è molto differente da ciò che accade in Italia ma, nel Regno Unito, si usano pochissimi contanti e si è molto incentivati all’uso delle carte. È molto facile spendere più di quanto non ci si possa permettere perché, non maneggiando banconote, molti non si rendono conto di quanto spendono, visto che si usa lo stesso metodo di pagamento per pagare un cappuccino, per salire su un autobus o per comprarsi un portatile…